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Descrizione
Lo spettacolo è frutto del percorso annuale della Palestra di Teatro condotta a Boves da Elisa Dani, con diciassette allievi, tutti residenti sul territorio di Cuneo e Boves, la cui età attraversa differenti generazioni, dai Boomer ai Millenials.
Il lavoro ha debutto al Teatro Toselli di Cuneo esattamente un anno fa, ha replicato anche presso il Teatro dei Salesiani, sempre a Cuneo nell’autunno scorso e a Bagnasco, in Valle Tanaro, nell’ambito della Rassegna “Profili d’autore-MigrAzioni”.
Ora sta per concludere la sua tournee e desideravamo fortemente presentarlo nel paese dove ha mosso i suoi primi passi all’interno della Palestra di Teatro. Il lavoro attoriale è partito dall’opera di Shakespeare, “La Tempesta”, con il suo racconto di isole, mari e naufragi, nel cuore del Mar Mediterraneo, con la complessità dei suoi personaggi, invischiati spesso in una umanità alle prese con invidie, gelosie, logiche di potere, paura dell’Altro che non si conosce. Molti sono stati gli spunti letterari, filosofici e poetici che si sono intersecati: da James Hillman, Silvia Ronchey e la loro "Ultima immagine", a Chandra Candiani con i suoi " I visitatori celesti", fino alle Metamorfosi di Ovidio.
Partendo dalle vicende dei protagonisti dell’opera di Shakespeare, l’11 aprile attori e spettatori viaggeranno all’interno di se stessi e delle proprie tempeste quotidiane, allargando lo sguardo e mettendo in relazione gli archetipi dell’opera di Shakespeare con la “terra” in cui viviamo, l’Europa: che ieri come oggi è crocevia di popoli, di culture e terra di “strazio” là dove il colonialismo europeo non è solo un fenomeno storico, ma una vicenda che continua a proiettare le sue ombre sul presente, crisi identitarie e dinamiche geopolitiche complesse.
Lo spettacolo vorrebbe portare l’attenzione all’ “anima collettiva”, alla necessità di coltivarla nel suo senso di “farsi comunità”.La necessità ultima è di riscoprire, dietro il “visibile”, una dimensione immaginifica che, come un mosaico, aiuti a guardare al futuro per imparare “altro”: la coabitazione, la tenerezza, l’accoglienza, la pluralità, l’”eterno femminile” che abita tutti. Plotino direbbe che “l’immaginazione fa da specchio perché possa aver luogo una riflessione della coscienza”. Quindi dall’idea di “crollo” che pervade il mondo contemporaneo lo spettacolo si interroga attraverso le vicende dei personaggi, sulla cura dell’anima del mondo, sulla possibile od impossibile fiducia nella forza della parola e del linguaggio.
La regia e drammaturgia sono di Elisa Dani, luci Roberto Punzi, musica e sound design Simone SimsLongo, voce fuori campo Mary Bernardi, con gli allievi della Palestra di Teatro:Giorgia Basteris, Ester Bernardi, Lorenza Bernardi, Elena Cirotto, Barbara Costa, Pamela Dutto, Sveva Ghibaudo, Annalisa Giraudo, Mara Mondino, Michela Coniglio, Mauro Verra, Simona Bergia, Anna Isoardi, Laura Mangioni, Rosanna Marro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
“Ci ritroveremo passando per le moltiplicazioni di Ariel e Calibano sottraendo Prospero demiurgo e addizionando la sua eredità di padre presso ogni figlia ascoltando il rumore del mare e delle anime sommerse (anche la propria) sul crinale tra immaginifico e realtà confondendo i connotati: i visi di Miranda il cuore di Ferdinando e le mille domande senza risposte come le tempeste personali chiuse dentro quelle collettive:
ma si comandano le tempeste? si telecomandano in quell'isola che non c'è dove il potere divide ma non si divide nel privato pubblico territorio di cui siamo portavoci o portaerei di brame senza fine : padroni/servitori a seconda delle stagioni e naufraghi/salvati o morti ammazzati. In corsa verso? In corsa contro? Siamo noi: arcipelaghi. Ed è anche Europa.
“Una comunità è tale se è attenta al dolore di chi ne fa parte” (Elisa Dani).
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Ultimo aggiornamento
18/03/2026 09:02